Anatomia e foto di Laooconte

Il corpo nudo di Laocoonte è uno studio anatomico perfetto, è l’anatomia di un atleta già maturo, quasi decadente, ma con una muscolatura iper-sviluppata, che contrasta con i corpi meno espressivi e più classici dei suoi due figli efebi. Il lavoro rappresenta un’insolita violenza dell’azione che troviamo grazie sia alla tensione della scena che a un’anatomia coscientemente marcata che ci mostra muscoli tesi, posture forzate e volti espressivi che segnano l’angoscia della scena.

In questo lavoro viene seguita la linea del realismo idealistico, cioè continua a cercare l’espressione della bellezza ideale ma con più pathos sui volti e maggiore complessità nel gioco di tensione e finitura (capelli o pieghe delle vesti), e grande virtuosismo tecnico, che diluisce l’effetto idealizzante per diventare molto naturalistico. Possiamo apprezzare la ruvidità e le trame della pelle, i riccioli sulle barbe, i capelli che accentuano gli effetti di luce e ombra. Osserviamo chiaramente che le caratteristiche ellenistiche come la marcata tensione muscolare e i volti che esprimono apertamente le emozioni umane (in questo caso paura e dolore), tipiche del periodo ellenistico e che si rompono con i canoni classici di serenità ed equilibrio, sono segnate in questa scultura .

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Notevole anche l’impressionante cattura del dolore, che si riflette nei volti, in particolare nella figura di Laocoonte, che era un eroe e un prete di Troia. Il dolore si riflette nelle sue due sfaccettature: il dolore fisico dovuto all’attacco dei serpenti e il dolore morale, dovuto alla morte dei loro figli alla vista di Laocoonte. Quindi, nel Laocoonte, l’idealizzazione e il simbolismo fanno un passo ulteriore, come segno del potere degli dei, ma il virtuosismo dello scultore ci presenta una figura molto reale, così reale che in parte rende l’idea stessa scompare: no in questa rappresentazione vediamo solo una punizione dagli dei, vediamo un uomo sofferente, o possiamo vedere ciò che vogliamo vedere: lo spettatore decide, chi vede un uomo che combatte contro i serpenti o un’idea che l’immaginario rappresenti la punizione degli dei, cioè il concetto di peccato e contrizione. L’idealizzazione viene mantenuta proprio nel fornire a un uomo anziano un corpo ipertrofico, più tipico di un giovane atleta che di un vecchio.

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Questa apparente disfunzione estetica, presumibilmente ricercata dallo scultore, è ciò che mantiene la rappresentazione nel campo idealistico e quindi supporta il messaggio chiaramente espresso al pubblico: “gli dei sono molto potenti, guarda cosa è successo a Laocoonte, che li ha fatti arrabbiare “, invece di” guarda un uomo che combatte con alcuni serpenti …, ma non un uomo normale, come te, ma un uomo molto potente e forte, come puoi vedere dalle dimensioni dei suoi muscoli … ».